© 2026 Trattiletterari.
All Rights Reserved.
Uno spazio dedicato alle novità editoriali e alle proposte per la formazione di una biblioteca.
In Russia si profila un nuovo tipo di intellettuali: competenti in economia e anche in letteratura, consapevoli delle nuove teorie politiche e sociali, risoluti, combattivi, riformisti e sempre più sostenitori di un allineamento al modo di vivere europeo.
Dinamite e letteratura s’incontrano per esempio una volta sotto un traliccio a Segrate. L’avevo scritto già, in apertura di un pezzo di una serie che avevo in mente, per queste stesse colonne, intorno alla morte di Giangiacomo Feltrinelli. I pezzi pubblicati, per ora, sono fermi a due ma la storia, certo, è ben lungi dall’essere conclusa. E chissà che non la riprenda, prima o poi, magari in uno dei prossimi momenti nei quali non avverta più critico, più stridente, lacerante, diciamo le cose
«Lo spettacolo della natura che forse più ci turba per la sua ambiguità, è quello della malinconia dell’orango, nel profondo misterioso della foresta»[1]. Questo trovo scritto in un vecchio libriccino di José Ortega y Gasset, fissato quasi in cima a una riflessione che impegna il filosofo sul fenomeno della traduzione. Normalmente gli animali sono felici, lui sostiene, mentre gli uomini, loro, sono sempre malinconici, perché tutte le attività umane sono irrealizzabili.
Queste sono alcune storie che parlano di dissenso. Anche in modo trasversale e non necessariamente diretto. Nelle trame delle vite protagoniste delle letture suggerite, si legge una presa di posizione, un distacco, una forma di dissenso rispetto al corso degli eventi. È così nella vicenda della povera Elisa Claps, che riprende la parola grazie al lavoro editoriale della giornalista Maria Grazia Zaccagnino. È così nel saggio di Javier Ruiz Portella che affronta il tema delle finte libertà che
Una domanda squisitamente ontologica. Che fluisce da un ragionamento che ha a che fare con alcune altre categorie: l'individuo, la comunità, la storia, la percezione dell'altro da sé.
Martin Buber, uno dei maggiori studiosi di Hasidismo, inteso come mezzo di rinascita del Giudaismo, attraverso un processo di origine dell'essere umano a Dio e al mondo, per via di un nuovo umanisimo, nel suo “Il cammino dell'uomo” ( Einaudi) con prefazione di Enzo Bianchi, propone un interrogativo di senso
Così recita il motivo di un brano del rapper Fabri Fibra con Colapesce e Dimartino.
Esiste davvero qualcuno che “ci fa vedere come si fa”?
Da appassionati di circolarità, continuiamo il discorso intrapreso nella edizione precedente, provando a strutturare, contestualmente una risposta e un nuovo quesito. Quello successivo.
Qual è l'estensione più istintiva (si perdoni l'allitterazione) dell'azione di “messa in luce”?
Quella della propagazione.
Pagina 1 di 12
© 2025 Trattiletterari. All Rights Reserved.
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.