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È la rubrica dedicata all’approfondimento sui grandi e piccoli temi d’attualità.
«Io non sono un uomo, sono dinamite.». Questa dichiarazione, lanciata da Friedrich Nietzsche nel suo Ecce Homo, non è un semplice sfogo, ma la più lucida auto-diagnosi del suo ruolo storico: un demolitore necessario, la forza esplosiva destinata a far saltare in aria i pilastri marci su cui l'intera civiltà occidentale aveva eretto i suoi valori e le sue certezze.
La sua filosofia non è una teoria rassicurante; è un atto di guerra metodico. La "dinamite" nietzschiana è il simbolo della sua trasvalutazione di tutti i valori (Umwertung aller Werte), l'unico modo, a suo dire, per risvegliare l'umanità dal lungo sonno della metafisica e della morale.
L’autenticità, intesa come il perseguimento dell’essere autentico e genuino, è un tema che ha affascinato e interrogato filosofi di ogni epoca, ma è nel contesto della modernità che tale concetto ha assunto un rilievo particolare. Sebbene pensatori di grande fama come Heidegger o Sartre abbiano trattato questo tema, non si può ignorare l'importanza di figure filosofiche meno celebri ma altrettanto rilevanti che hanno contribuito a rivelare le sfumature più profonde del concetto di autenticità
“Attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifici atteggiamenti e azioni”: parliamo di Propaganda. La pura e semplice esposizione dei fatti nella loro completezza, la descrizione della realtà nella sua interezza le è nemica.
Il 3 gennaio del 1925 Mussolini terrà un discorso in Parlamento che cambierà per sempre le sorti del nostro Paese. Il duce si assumerà la responsabilità morale e politica dell’omicidio Matteotti. Questa fase passerà alla storia come “svolta autoritaria” del regime, che da partito di maggioranza diventerà l’unico partito esistente in Italia.
“Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Infatti, a causa della stupidità della maggioranza degli uomini, è molto più probabile che un giudizio diffuso sia sciocco piuttosto che ragionevole.
Bertrand Russell
Il consenso , sinonimo di accordo, è la volontà tra di due o più persone. Nel linguaggio politico il consenso è l'appoggio che un gruppo o un certo numero di persone offre a chi è al potere oa chi si propone per
Luce ed ombra agli antipodi dell’esistenza. Un’apertura del bosco in cui gli alberi si riducono per lasciar filtrare la luce, ecco la Lichtung, radura. Fulcro essenziale di una porzione di pensiero Heideggeriano, l’immagine simbolica della Luce serve al filosofo per delineare e indicare la verità. Non già data ma da scrutare, apparizione temporanea pronta ad essere divorata dalle tenebre. Verità questa in contrasto con la metafisica tradizionale che ha sempre identificato Dio con la piena luce
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