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Cosa resta dopo un’esplosione? Ammassi di detriti che si depositano al suolo sotto cumuli di polveri. Strato dopo strato. E si forma un archivio, un deposito, una parte di paesaggio che svela ma non nasconde segni di vita. Una sorta di biblioteca della memoria in cui si affastellano storie, parole, lettere, linguaggi formando substrati di materia viva.
In Russia si profila un nuovo tipo di intellettuali: competenti in economia e anche in letteratura, consapevoli delle nuove teorie politiche e sociali, risoluti, combattivi, riformisti e sempre più sostenitori di un allineamento al modo di vivere europeo.
Credits Lorena Vaccaro
“La linguistica è una cosa seria…non ha né inizio né fine…”. Roberto Vecchioni, L’ Orso bianco era nero, storia e leggenda della parola, Piemme Edizioni, 2025, pag. 7
L’origine del linguaggio è per noi inattingibile. Non è assolutamente possibile sapere quando l’uomo cominciò a parlare.
Rocco Papaleo a Potenza nel corso della presentazione de Il bene comune
“Il Bene Comune”, il nuovo film dell’attore lucano Rocco Papaleo, che ne firma la regia e profila una straordinaria perfomance da protagonista, con Teresa Saponangelo, Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Andrea Fuorto, è un quadro lirico e raffinato, in cui realismo magico e struttura arcaica si fondono in una danza antica e senza tempo.
Una trama in cui il substrato di sentimenti, nostalgie, rivincite e
Che cosa resta di noi quando tutto cambia? Questa domanda, che abita il cuore della filosofia fin dalle sue origini, non riguarda solo il passare del tempo, ma la natura stessa di ciò che ci sostiene. Se l'esperienza umana è un flusso ininterrotto di mutamenti fisici, psichici e tecnologici, deve esistere, o così abbiamo creduto per millenni, un "substrato" che garantisca la nostra permanenza. Nell'attuale scenario post-umanista, tuttavia, questo concetto sta subendo una trasformazione
Un'opera d'arte nasce sempre da un atto creativo, un voler condividere un'emozione, uno stato d'animo, un pensiero attraverso i mezzi espressivi della pittura, della scultura delle arti. Ma per far questo l'artista necessita di preparazione, di riflessione, di studio, di conoscenza del proprio mondo interiore e del mondo circostante.
Per secoli si è commesso l’errore di pensare che l’intelligenza fosse una proprietà esclusiva di neuroni e di capacità celebrale. Oggi l’A.I. (Intelligenza Artificiale) ci sta insegnando che il “pensiero” è solo in ultima analisi un processo computazionale.
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