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Racconta le realtà che si nutrono di libri, musica e arte: case editrici, etichette musicali, premi letterari, musei, teatri, festival, rassegne.
È quasi sera quando arrivo ad Armento, questo paesino della provincia di Potenza di poco più di 500 abitanti a circa 710 metri sul livello del mare.
C’era un tempo in cui la pubblicità segnava l’ora della nanna, stiamo parlando del famigerato Carosello che per anni, attraverso i suoi spot diretti, semplici, che attingevano a luoghi comuni e vicino alla cultura popolare, hanno indirizzato gli italiani nei loro acquisti. E’ così che a partire dal 1957 in dieci minuti i messaggi pubblicitari pretendevano di essere rassicuranti e persino pedagogici, promettendo la qualità del prodotto, accompagnavano gli italiani in una cultura consumistica.
Oggi si sente sempre più parlare di sostenibilità ambientale; ci si rivolge alla Terra guardandola come una bambina da curare, ma lo si fa poi per davvero? Nel curarla, quanto, in realtà, cambiamo le nostre abitudini? In quanti siamo disposti a rinunciare al progresso, ponendo una grande riflessione di cosa possa essere definito tale. Se ci si ferma a pensare alla condizione del tessuto culturale, economico-sociale, nonché familiare dei nostri giorni, si può osservare una disgregazione e
Credo che tra le parole più inflazionate durante la pandemia si possa annoverare “Smart working”. Quanto suona all’avanguardia questo vocabolo che per molte edizioni del TG è stato all’ordine del giorno. Come riportato da Fiorella Crespi in “Smartworking: cosa significa e perché è così importante?”, secondo la definizione di Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, Politecnico di Milano, la parola in questione significa: «Ripensare il telelavoro in una ottica più
Non è semplice parlare di Pierpaolo Pasolini. A cento anni dalla sua nascita tutta l’Italia si appresta a celebrare uno degli intellettuali del ‘900 che più ha segnato la storia culturale del nostro Paese. Parlare di lui significa raccontare la società dei suoi anni, le sue contraddizioni, i volti del potere, le insofferenze e le debolezze di un sistema borghese ipocrita e asfissiante. All’interno di questo contesto nasce e si sviluppa il suo pensiero di intellettuale libero e autonomo.
Chissà se Carlo Levi avrebbe mai immaginato che la “sua” Aliano sarebbe entrata nel novero delle città finaliste per la Capitale italiana del libro. Lui che in quel capolavoro senza tempo aveva dipinto quel «mondo immobile e senza speranza», quella civiltà contadina senza Stato in cui l’individuo era l’unica sede dei rapporti umani, proprio a quel mondo di argilla decise di appartenere per sempre. L’attesa cominciata con il suo confino verso la redenzione di una terra afflitta dalla malaria e
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