© 2026 Trattiletterari.
All Rights Reserved.
Raccoglie le recensioni dei libri.
Quando ancora le rondini sono lontane, le prime promesse dell’arrivo della primavera, alle latitudini italiane, le portano le rime e le note della musica leggera. Sono i refrain appena orecchiati, le poche timide parole di qualche strofa che colpisce, accennate nella testa dentro a metriche incerte, ancora senza bilico, a diffondersi nell’aria prima delle fragranze dei fiori che di lì a poco, nel temperarsi delle giornate già di un poco più luminose, celebreranno la ciclica ouverture, regalando
Il settimo consiglio che il beneamato Gabriel Naudé forniva nel suo libriccino, quella preziosissima opera dal titolo Advis pour dresser une bibliothèque dalla lettura della quale, esattamente sei anni fa, il quindici di febbraio del 2015, avviavo il mio giro intorno al mondo dei libri su queste pagine, riguarda l’ordine che conviene dare ai libri in una biblioteca.
«È probabile che se si potesse tracciare una scia luminosa lungo il loro percorso – come le auto fotografate di notte lungo le autostrade – dagli uffici postali dai quali sono spediti a quelli delle città dove risiede l'editore, i plichi disegnerebbero un suggestivo tracciato attraverso l'Italia in largo e in lungo, assumendo una forma stellare in prossimità delle città dove le case editrici sono più numerose. Milano e Roma, plausibilmente. Non è possibile, senza un'apposita ricerca, conoscere
«Per tutta la sua lunghezza, per un chilometro e più da una parte e dall’altra la via Appia era un monumento unico da salvare religiosamente intatto, per la sua storia e per le sue leggende, per le sue rovine e per i suoi alberi, per la campagna e per il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti... Andava salvata religiosamente perché da secoli gli uomini di talento di tutto il mondo l’avevano amata, descritta, dipinta, cantata
Pagina 4 di 21
© 2025 Trattiletterari. All Rights Reserved.