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Raccoglie le recensioni dei libri.
Il lungo nodoso convoglio dei miei ragionamenti è fermo, mi pare, da tempo, lungo la direttrice binaria che sembra obbligata nella concava aperta prospettiva del possibile come fosse, il possibile, tutt’intorno, una aperta campagna. Il mio romanzo che non vede mai la luce, romanzo che ospita un delitto e, con esso, il motivo stesso di queste righe, pare volermi spingere a riflettere.
Ho trovato “Il canto di Bernadette” su uno scaffale della libreria internazionale del Santuario di Lourdes. Ci sono pochissimi libri in italiano. Quasi mai niente di nuovo e interessante. Mi ha colpito la copertina tutta bianca ma con un dorso colorato, la grandezza del tomo – oltre 700 pagine – ma soprattutto chi fosse l’Autore.
Come treni che corrano talvolta affiancati per tratti più o meno brevi, o per sinusoidi vicine, ora con variazioni di quote, ora scomparendo, e riapparendo poi l’uno alla vista dell’altro, guadagnando i punti di destino ancora indistinguibili cui tuttavia sembrano mirare, così mi pare che procedano, da qualche tempo, le modeste annotazioni che vado facendo su questa rubrica e le riflessioni che prendono forma in una delle storie che parallelamente sto scrivendo, anzi si scrivono per mezzo di me
Becoming. Diventare.
E’ racchiuso in un verbo il senso dell’autobiografia di Michelle Robinson Obama, prima first Lady afroamericana alla Casa Bianca.
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