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Il punto di vista di Trattiletterari.it

“Gli bastano gli occhi e ancora un giorno di vacanza,
la terra è la sua stanza.”
(Anobel Armour)
«Amo quell’ora in cui […] il mondo si fa chiaro a poco a poco / pur se con ciò, non insavisca affatto. / Io più del mattino amo l’albore». La televisione di Stato entra in tutte le case come l’acqua potabile, la luce e il gas; pare un servizio essenziale e si paga assieme alla corrente elettrica.

“La calunnia è un venticello
ma in un lampo diventa una tempesta
e produce un’esplosione come un colpo di cannone
un terremoto che fa tremare” (G. Rossini)
Insomma sono lì un mercoledì mattina di febbraio, Piazza Duomo 12, in una sala al piano primo del Palazzo Reale, più o meno a mezzo del percorso, col naso a circa due bracci da questa enorme tela di più di quattro metri per più di due sulla quale a olio quattrocento e rotti anni prima Pietro Paolo Rubens, durante il suo soggiorno italiano, spiega una potente immagine della circoncisione di Gesù per i gesuiti genovesi.
Alle festicciole di Carnevale, quand’ero bambino, era immancabilmente presente un manipolo di piccoli Zorro. Zorro - davvero debbo spiegare di chi parlo? - godeva di una ammirazione notevole e suscitava, più di diversi altri personaggi della fantasia, tentativi di emulazione.

Anni addietro feci un provino per entrare nella redazione televisiva di un’emittente locale. Mi fecero leggere delle notizie, me le fecero commentare, mi fecero tornare il giorno successivo per simulare un collegamento in diretta e provare un’intervista. Al termine della due giorni il regista che mi esaminò emise il suo verdetto: “Eva, mi disse, c’è un problema. Sei troppo brava”. Infatti non venni presa.
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