La vitalità della città

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La città sin dall’antichità non ha rappresentato solo uno spazio di aggregazione e di promozione dello sviluppo sociale, ma soprattutto un luogo ove identificarsi in un’ottica di comunità e di condivisione di valori. Ed è proprio questo che vi era alla base della polis greca (πόλις), in cui tutti i cittadini partecipavano attivamente alla vita cittadina, sottoposti alle medesime norme di diritto, al fine di garantire armonia ed equità tra gli abitanti stessi.

Le città da sempre sono state sedi di attività culturali, sportive, commerciali, economiche, finanziarie e luoghi di lavori prestigiosi. Ciò si può vedere ancora oggi sia nelle città di provincia sia nelle metropoli dove accorrono quotidianamente dalle periferie centinaia e migliaia di persone, in particolare giovani per studio e per lavoro.

Anche a livello architettonico e urbanistico, sebbene le città si distinguano l’una dall’altra per la loro diversità e per la posizione geografica, tuttavia hanno in comune un’architettura che dà molto spazio ai punti di aggregazione. Tale fu, ad esempio nell’antichità l’agorà, fino alla realizzazione nei giorni nostri delle piazze moderne e dei luoghi di ritrovo, al fine di promuovere il dialogo e l’incontro tra i cittadini.

Un’opera d’arte molto nota e suggestiva, che descrive proprio questo è Il Bal du Mouline de la Galette (1876) di Auguste Renoir (1841-1919). Tale meraviglioso dipinto, ci trasporta nella Parigi della seconda metà dell’Ottocento facendoci rivivere una luminosa domenica pomeriggio durante la quale i giovani solevano intrattenersi e danzare nel famoso locale, godendosi la vitalità e la spensieratezza di quei momenti. Il Mouline de la Galette, il cui nome derivava dal nome delle frittelle rustiche offerte e incluse nel biglietto d’ingresso, era stato realizzato a seguito della ristrutturazione di due antichi mulini a vento e si trovava, come ancora oggi, sulla sommità della collina di Montmartre.

L’artista con grande maestria e perizia, grazie all’utilizzo della tecnica pittorica dell’en plein air è riuscito a ritrarre la complessità della scena con dovizia di particolari, permettendo allo spettatore di calarsi nella realtà della Belle Époque e di rivivere quei momenti di convivialità e di vita cittadina.

In primo piano vediamo due giovani ragazze, di cui una seduta su una panchina, mentre conversano piacevolmente con un signore ritratto di spalle, mentre sulla destra ci sono due giovani seduti al tavolo, probabilmente degli scrittori, in quanto rappresentati con in mano una penna. Sulla sinistra un giovane fanciullo e una bambina dalla bionda chioma adorna da un cerchietto azzurro con applicata una nocca nella parte superiore.

In secondo piano un brulicare di persone in conversazione e coppie di giovani che si intrattengono ballando nel locale, caratterizzato dalla presenza di lumi e alberi. La profonda prospettiva rappresentata è elemento chiave nel dipinto, in quanto favorisce la percezione, da parte dello spettatore, dell’elevata numerosità dei frequentatori del Mouline de la Galette e fa intuire come questo luogo fosse ritenuto un importante punto di incontro nell’ambito della città.

Meraviglioso lo splendore che caratterizza tutto il dipinto e il gioco di luci ed ombre perfettamente eseguito dall’artista, che fa risaltare ancora di più le differenti cromie degli abiti e degli elementi della natura presenti nell’opera. Sembra quasi di poter percepire i differenti tessuti, i modelli degli abiti e degli accessori, avendo così, un quadro chiaro sulla moda e sulla vita dell’epoca.

Seppur nella moltitudine dei personaggi ritratti, l’artista è riuscito a riprodurre i particolari dei volti dei giovani protagonisti, caratterizzati da un roseo colorito illuminato dalla luce pomeridiana e da espressioni serene e sorridenti. 

L’equilibrio cromatico del dipinto, con gradazioni di colore dall’azzurro al verde, ne esaltano la luminosità e la vivacità, enfatizzando il movimento dei protagonisti, che caratterizza tutta la scena rappresentata.

Grazie al dipinto dal titolo Il Bal du Mouline de la Galette, dunque, è stato possibile rivivere uno spaccato di vita urbana della Parigi della Belle Époque, avvalorando il ruolo che da sempre rappresenta la città, ovvero essere luogo di scambio di idee, condivisione di ideali e realizzazione del bene e del benessere comune.

Bruna Giordano

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