Il giallo dell’orso marsicano

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Sono quasi le cinque del mattino e un giovane giornalista affetto da insonnia passeggia per i vicoli di Napoli cercando di quietare la propria ansia. Sul più bello si trova davanti ad un orso marsicano disteso a pancia all’aria completamente immobile. Che sorpresa! Che ci fa un animale di tale dimensioni nei quartieri spagnoli? E soprattutto come ci è arrivato? E da dove? Dorme o è morto? E se è morto, chi lo ha ucciso? E perché? Un avvertimento di camorra? Un incidente? Il groviglio dei quesiti che si affastellano nella mente di Tony Perduto, questo il nome del cronista freelance, e dei lettori del giallo di Antonio Menna, giornalista napoletano anch’egli, intitolato Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli, Guanda editore, fa crescere la tensione. E il sonno è “perduto” per sempre.

E così il protagonista della storia si mette sulle tracce dell’orso cercando di sbrogliare l’intricata matassa. La sua curiosità, mista al desiderio dello scoop giornalistico, lo conduce ad esplorare ambienti e storie sconosciute della città. Si inabissa nella Napoli sotterranea e uno strano stupore accompagna la sua ispezione nei cunicoli bui della sottocittà. Viene a conoscenza di fatti di camorra del passato e si documenta sulla famiglia De Concito, un boss, un grande costruttore che tornò dall’America per dominare la vita economica di Napoli. Ora ci sono i suoi figli a mantenere la villa signorile fatta costruire dal padre John De Concito, una struttura imponente immersa in un parco nel quale una volta, si racconta, c’era anche una tigre. Esce fuori anche il nome di un altro camorrista, don Ciccio Martino, il boss dei mercati ortofrutticoli morto in carcere per tumore. Cosa c’entra questi personaggi con la morte dell’orso? Il giallo diventa noir e Tony si trasforma in un investigatore. E cominciano i suoi problemi.

scrivere ilgiallo2Aiutato da una amica di nome Marinella, forse qualcosa di più che una semplice amica, Tony si addentra nel mistero e scopre tante verità che lo conducono dritto dritto alla soluzione del crimine. Passando per lo zoo vicino Napoli e per il circo di Renato Orfeo in quei giorni in città, rischia la pelle e nonostante il motorino incendiato come forma di avvertimento, prosegue la sua ricerca. 

Il romanzo è divertente e i colpi di scena orchestrati sapientemente dall’autore riempiono le pagine di verve ed ironia. La descrizione dei personaggi che circondano la quotidianità del protagonista regalano affreschi di pura napoletanità. Non solo. Antonio Menna dipinge una città che non è solo quella della camorra che uccide e macchia di sangue le strade. E’ una Napoli dalle tante sfumature e dai suoni che ne riempiono le strade. E’ una città che sa raccontarsi, che ha il sapore delle tradizioni antiche, dei fatti che si passano di bocca in bocca, della vita consumata nei bassi. Dietro ogni personaggio c’è una storia che inevitabilmente va ad intrecciarsi con quella generale di una grande città. Si legge nei loro sguardi la genuinità, la sopportazione di una vita non al top, i sogni sfumati di gioventù. E si legge anche tanta determinazione, quella di Tony Perduto che non si arrende di fronte alla precarietà di un simile lavoro, alle umiliazioni inferte da una redazione classista, alla scarsa fiducia che di lui ha la madre, alle lezioni private a Carletto “capa ‘e puorco”.

La sua più grande consolazione è il mare. Sapere che è sempre lì ad aspettarlo e a consolarlo ogni volta che si affaccia dal terrazzo di casa. E con lui si confida. La grande e variegata umanità è probabilmente la reale protagonista del romanzo e, come avviene in ogni noir, il luogo diventa uno dei personaggi della storia. Il finale poi è una sorpresa nelle sorprese. Il lettore mai si aspetterebbe un simile epilogo, che ha una sua logica definita. scrivere ilgiallo3

Dunque, cosa ci fa un orso steso a quattro di bastoni in mezzo a via Speranzella ai quartieri Spagnoli di Napoli? Io lo so, anche Antonio Menna lo sa. Voi acquistate il libro se volete conoscere una delle storie più esilaranti e serie che abbia mai letto in questi ultimi giorni. E buon divertimento!

Eva Bonitatibus

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