Intervista ai grandi poeti sul Natale

dialogare31Vogliamo dedicare la rubrica del dialogo ad un’inedita intervista con i grandi poeti della letteratura universale che hanno manifestato il loro pensiero sul Natale attraverso poesie e racconti sulla vicenda più attesa dell’anno. Nel nostro spazio ideale abbiamo incontrato Umberto Saba, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari ai quali abbiamo chiesto cosa rappresenti per loro la festa che celebra la nascita di Cristo e l’arrivo del nuovo anno. Umberto Saba ci ha raccontato della magica atmosfera che vive la notte di Natale, raccolto nell’intimità della sua casa. Un sentimento che esprime con delicatezza e sui quali si pone alcuni interrogativi:

 

 

 

 

 

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Nella notte di Natale

Io scrivo nella mia dolce stanzetta,

d’una candela al tenue chiarore,

ed una forza indomita d’amore

muore la stanca mano che si affretta.

Come debole e dolce il suon dell’ore!

Forse il bene invocato oggi m’aspetta.

Una serenità quasi perfetta

calma i battiti ardenti del mio cuore.

Notte fredda e stellata di Natale,

sai tu dirmi la fonte onde zampilla

improvvisa la mia speranza buona?

E’ forse il sogno di Gesù che brilla

nell’anima dolente e immortale

del giovane che ama, che perdona?

 

Signor Salvatore Quasimodo lei si interroga sull’umanità che non ha pace, della cattiveria che spesso mette i fratelli gli uni contro gli altri. Qual è il messaggio che vuole trasmettere?

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Natale. Guardo il presepe scolpito,

dove sono i pastori appena giunti

alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti

Salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio delle figure di legno: ecco i vecchi

Del villaggio e la stella che risplende,

e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;

ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli

Il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino

Che morirà poi in croce fra due ladri?

 

La leggerezza della poesia in versi. Gianni Rodari è il maestro delle filastrocche e delle rime e lui si diverte a mettere le parole insieme che abbiano una sonorità simpatica e divertente. Quali sono le sue aspettative per il nuovo anno che verrà?

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Voglio un gennaio col sole d’aprile,

un luglio fresco, un marzo gentile;

voglio un giorno senza sera ,

voglio una mare senza bufera;

voglio un pane sempre fresco,

sul cipresso il fiore del pesco;

che siano amici il gatto e il cane,

che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente,

dammi una faccia allegra solamente.

 

L’incontro virtuale con i poeti senza tempo ci ha fornito lo spunto per parlare del Natale in letteratura in maniera lieve. Parole leggere come i fiocchi di neve che imbiancheranno i tetti delle case e che renderanno ancora più suggestiva l’immagine del Natale. Auguri di un Santo Natale a tutti i lettori della nostra rivista!

 

Eva Bonitatibus

 

 

 

 

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