Eroine letterarie

leggere

Giulia Tofana, Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, Cristina di Belgioioso, Cristina di Svezia, Claretta Petacci e Eva Braun sono le protagoniste dei mei consigli di lettura di questa settimana.

Di loro si è parlato, tanto o poco, bene o male nei libri di storia e poche volte abbiamo avuto la possibilità di conoscerle così da vicino. A queste donne, protagoniste del loro tempo e della nostra storia, sono state dedicate pagine di libri, biografie, romanzi, studi e ricerche che ne hanno messo in luce i loro aspetti più reconditi. Siamo al cospetto di donne forti, determinate, appassionate, simbolo di intelligenza, portatrici di cambiamento e di progresso. A loro va la nostra attenzione perché “essere donna è un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai”. Parola di Oriana Fallaci!

Buone letture!

Giulia Tofana. Gli amori, i veleni

GiuliaTfana

Adriana Assini

Editore: Scrittura & Scritture

Nella Roma barocca di Urbano VIII trionfa l'arte e imperano le feste, ma anche il Tribunale dell'Inquisizione lavora senza soste. Le leggi le fanno ancora gli uomini e le donne le subiscono, assieme ai matrimoni imposti e ai maltrattamenti non puniti, prepotenze a cui nessuno, nemmeno il Santo Padre, intende porre rimedio. La musica cambia, però, quando nella città sul Tevere approda una bella forestiera, Giulia Tofana, giovane plebea di dubbia morale e cuore schietto. Innamorata persa di un barone e amante di un bel frate, non ne sa di scienza né di lettere, ma a forza di trafficare con l'arsenico e l'antimonio, ha messo a punto la formula di un veleno che non lascia tracce, non desta sospetti. Un veleno perfetto, dunque, che però non è per tutti: paladina di giustizia, Giulia lo vende soltanto alle donne. Per liberarsi di mariti grevi e maneschi, che non hanno scelto.

Isabella e Lucrezia, le due cognate. Donne di potere e di corte nell'Italia del Rinascimento

IsabellaeLucrezia

Alessandra Necci

Editore: Marsilio

Attraverso Isabella e Lucrezia, il libro racconta nel dettaglio l’Italia dell’Umanesimo e del Rinascimento. Erede di una grande dinastia, cerebrale donna politica e mecenate Isabella; figlia di un papa come Alessandro VI, donna di affetti e passioni Lucrezia. Le due donne incrociano le loro esistenze con tutte quelle dei grandi personaggi del tempo e rappresentano due straordinari prototipi di "dame di potere e di corte". Il libro non vuole essere solo una biografia, ma anche e soprattutto una descrizione dell'Italia alle soglie dell'Umanesimo, con le sue contraddizioni e le sue complessità, che le impediranno per molti secoli ancora di divenire uno stato unitario.

La principessa del nord. La misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso

Laprincipessadel

Arrigo Petacco

Editore: Mondadori

Eroina del Risorgimento, liberale e antiaustriaca, colta, intelligente, pragmatica, coraggiosa riformatrice, sostenitrice della parità dei sessi, giornalista di successo, autentica "prima donna d'Italia" come la definirono Giuseppe Garibaldi e Carlo Cattaneo, Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso scandalizzò la società di metà Ottocento con il suo spirito brillante, in un'epoca in cui alle donne era consentito al massimo confezionare coccarde tricolori. Fu una vera "madre della patria", ma è stata cancellata dalla storia: le donne non le perdonavano la bellezza, gli uomini l'intelligenza. Quella che era stata la regina dei salotti politico-culturali parigini, la cui misteriosa sensualità affascinò tra gli altri Balzac, Liszt, Chopin e Hugo, fu calunniata e dimenticata. In queste pagine Arrigo Petacco restituisce a questa figura misteriosa e affascinante il ruolo e il valore storico che le spettano, quello di una protagonista della rivoluzone italiana del 1848, pronta a rompere tutti gli schemi, in privato come in pubblico.

Quasi per caso una donna. Cristina di Svezia

Quasipercasounadonna

Dario Fo

Editore: Guanda

Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario Fo è una «regina impossibile»: Cristina di Svezia. Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.

Eva e Claretta. Le amanti del diavolo

EvaeClaretta

Arrigo Petacco

Editore: Mondadori

Un identico crudele destino ha segnato la vita delle amanti segrete di Benito Mussolini e Adolf Hitler. Claretta Petacci e Eva Braun nacquero lo stesso mese e lo stesso anno, a distanza di pochi giorni, nel febbraio 1912, e nello stesso mese e nello stesso anno, a distanza di pochi giorni (il 28 e il 30 aprile 1945), scelsero di morire accanto ai loro uomini, all'età di trentatré anni. Ma aldilà di queste suggestive coincidenze, ad accomunare la loro sorte è stata soprattutto la speculare vicenda umana che le ha collocate accanto ai due dittatori quali favorite privilegiate, nonché fedeli custodi dei loro più intimi segreti. Claretta incontrò per la prima volta Mussolini nel 1932, sulla strada di Ostia, all'età di vent'anni (ma cominciò a scrivergli lettere traboccanti di ammirazione quando ne aveva solo dodici). Eva conobbe Hitler nel 1929 a Monaco, nel negozio di Heinrich Hoffmann - fotografo personale del Führer - presso il quale svolgeva il lavoro di commessa. Bionda, sportiva e di una bellezza quasi acerba, con qualche interesse per il jazz e la moda, Eva Braun vivrà accanto a Hitler per quattordici anni e sarà sua sposa per un giorno soltanto. Mora, avvenente, inguaribile grafomane, attorniata da una cricca di parenti e profittatori che destava preoccupazione nei gerarchi più vicini al Duce, Claretta Petacci seppe gestire con più spregiudicata consapevolezza, ma anche maniacale devozione, il suo legame con il fondatore del fascismo.

Eva Bonitatibus

Log in or Sign up

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.