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Il punto di vista di Trattiletterari.it
“L’alba è nuova. È nuova.”
(R. Scotellaro)
Sgorga un bivio di luce tra le parole che accompagnano i nostri giorni. Biforcano mille pensieri. Percorrono declivi e salite. Scavano tunnel sotterranei. Compiono moti incessanti. Sono le parole che contengono in sé un’alba, una nascita, una speranza, una tensione, ma anche un tramonto, una morte, una delusione, una conclusione. E sono quelle che compongono il nostro linguaggio sentimentale, disegnano la nostra anima, parlano per noi.
All’armonia è dedicata la ripresa delle attività editoriali della rivista. E suona più come un auspicio alla concordia futura che un richiamo all’umana convivenza. Nel bel mezzo di scenari che non accennano a placarsi, nei grandi come nei piccoli contesti, gli stessi che avevamo lasciato la scorsa estate accomiatandoci dai nostri lettori, constatiamo amaramente che continua ad esserci un clima di prevaricazione, rivalsa, pretesa, offesa, violenza. Volendo evadere per il tempo della scrittura di
“Tra vent’anni non sarai deluso dalle cose che avrai fatto, ma da quelle che non avrai fatto. Quindi molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri”. (Mark Twain)
Siamo all’ultimo numero della rivista prima della necessaria pausa estiva. Itinerari è la parola d’ordine, una e una sola, che abbiamo scelto di declinare in tutte le sue sfumature per augurarvi giorni sereni e spensierati. Itinerari che conducano a scenari altri, a visioni
Mentre confezionavamo il nuovo numero della rivista, il cui tema è l’esito, sono giunte le notizie del conflitto della Russia contro l’Ucraina. Ci sentiamo disarmati di fronte alla follia delle armi e della violenza, non capiamo il senso di questa nuova guerra che si sovrappone a quella ancora in corso contro il maledetto virus. Le immagini dei bombardamenti che scorrono in tv e sui social si sono bruscamente sostituite a quelle degli ospedali e degli hub vaccinali. Morti che si aggiungono a
«Una delle più grandi scoperte della mia generazione è che un essere umano può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio modo di pensare.»
William James
In un delizioso albo illustrato del 1950 ho ritrovato la rappresentazione delle maschere della tradizione carnascialesca italiana. Un balzo a piedi pari nella mia infanzia fatta di mascheramenti, di travestimenti, di nei impressi sulla guancia con la matita per gli occhi, di feste di coriandoli e di giochi fantasiosi. Come un
La copertina di questo numero è l’insieme delle cento uscite della nostra rivista. Un puzzle colorato le cui tessere raccontano la vita di un progetto editoriale che si è inserito gradualmente nel mondo del web e che ad oggi conta nove milioni di lettori, più di un milione l’anno. Abbiamo registrato in questi anni un’evoluzione dettata dalla crescita individuale e collettiva che ci ha permesso di affinare il nostro pensiero e raffinare le nostre penne. Non insensibili ai mutamenti circostanti
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