“Nessun uomo è un’isola. Ogni libro è un mondo.” E’ l’insegna un po’ sbiadita che si trova all’ingresso di una piccola libreria situata su un’isola, Alice Island. 55 metri quadrati di libri, di pile precarie di bozze rilegate lungo il corridoio, un reparto per la letteratura infantile molto piccolo, titoli di narrativa di qualità. Una scala interna porta all’appartamento al piano di sopra. Ci abita il proprietario di “Island Books”, A.J. Fikry, un vedovo inaridito dal lutto, il protagonista de La misura della felicità di Gabrielle Zevin. Un romanzo che ha il sapore del mare d’inverno, il profumo delle pagine e il senso della caducità. Ma è soprattutto una storia che parla d’amore per la vita e per la letteratura. Un libro che invita a “sfogliare” se stessi e ad interrogarsi sulle verità scritte sulla carta velina della propria anima. Un’opera che invita ad uscire dal proprio “ripiano” per andare incontro al mondo sulle ali di un libro. “Tutto quello che ti serve sapere di una persona lo capisci dalla sua risposta alla domanda: qual è il tuo libro preferito?”.
La moglie di A.J., Nic, era una scrittrice, oltre che la titolare della libreria. Era lei a mantenerla viva organizzando presentazioni di libri, gruppi di lettura, curando la scelta dei titoli, dispensando consigli alla clientela. La sua morte portò una fitta nebbia nella sua vita.

E’ l’arrivo de La fioritura tardiva a modificare il corso delle cose e a riaccendere l’interesse nell’uomo per la letteratura e per la vita. Un memoir sulla possibilità di trovare il grande amore a qualsiasi età. Ma è soprattutto la presenza di due persone a stravolgere la vita ormai piatta e monotona di A.J.: Maya e Amelia. La prima è una bambina abbandonata nella libreria che lui adotta e cresce tra libri e letture. La seconda è un’agente della Knightley Press in visita all’Island Books per la cedola invernale con cui poi si sposerà. La loro presenza riconduce pian piano A.J. verso l’amore per i libri, “ogni storia arriva al momento giusto”, e riporta su un piano nuovamente umano l’austero proprietario dell’unica libreria dell’isola. Un luogo che si ammanta di fascino per il paesaggio alle volte cupo che l’oceano regala tutt’intorno e per le storie delle persone che vi abitano.
Tutta la storia gioca con citazioni di titoli e frasi dei più famosi romanzi, anche i pranzi dei protagonisti prendono spunto dalle pietanze dei libri menzionati. Si parla di scrittori, di come si scrivono i racconti, della autenticità delle trame, di come nasce la passione per la scrittura, di talenti e di stroncature. La fioritura tardiva sarà soltanto un espediente utilizzato da Gabrielle Zevin, per parlare di amore senza barriere verso i libri e verso gli altri.
Eva Bonitatibus