Kaos di colori

osservare silvio 1“Kaos di colori” è il titolo della personale di pittura di Silvio di Giovanni inaugurata il 2 Dicembre presso il Circolo Culturale di Gocce D’Autore. Avvocato e pittore potentino, avvia il suo linguaggio pittorico con l’eredità artistica del nonno Mario Prayer, famoso pittore e decoratore del 900’ cominciando dai temi fondamentali accademici quali paesaggi, nature morte, figure umane. Negli anni 70-80 e fino all' inizio degli anni 90 inizia una serie di esperienze di pittura figurativa con una nutrita serie di notturni che ha esposto in molte città italiane, per poi sfociare nella libera espressione del colore come insieme di note musicali in libere partiture già dai primi anni 90, che continua ancora oggi. La sua  attività pittorica è, ancora prima che espressione artistica, un processo di affinazione delle tecniche e del colore, e contemporaneamente una ricerca sui metodi che gli permettono di inventare nuovi sistemi per esprimere le sue idee. E’ l’artefice di un linguaggio pittoricamente complesso, che non si ripete e non crea generi e questa è già una prima chiave di lettura dell’astrattismo di Silvio di Giovanni che non si può circoscrivere con la sfuggente rotondità del pluralismo informale, poichè è proprio la forma pittorica a guidarci nel viaggio conoscitivo della sua arte. Le sue composizioni si sviluppano in rapporto al pensiero interiore suscitato in lui dall’osservazione della natura . Mentre si accosta all’ambiente naturale con la gioia di scoprirne le colorate apparenze, manifesta nei suoi lavori una sempre rinnovata tensione spirituale che lo porta ad immergersi negli spazi che ritrae e ad andare oltre gli aspetti visivi e descrittivi per giungere ad una interpretazione personale degli elementi considerati.

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Con la sua arte crea autentici spettacoli naturali che riflettono l’aspirazione a rappresentare il  mondo sempre variegatissimo. Adopera i suoi colori  per costruire il mondo nuovo, li mescola con la concezione che ha della vita, e li arricchisce con il suo pensiero meridiano, la Sua filosofia del Meditterraneo, il Culto del Sole e del Mare, dell' appartenenza a tutte le genti che in esso bagnano mani e piedi e che in esso, e per esso, vivono e muoiono. Per Silvio la tela diventa spazio da costruire, da moltiplicare proprio nel momento in cui si impugna la pennellessa, si sceglie il colore, la tonalità giusta e appropriata da usare; è lì che l’artista esiste, ferma il tempo e la sua ricerca diventa materia, segno e memoria inesorabile di una sensazione, di un’emozione e di una suggestione. La presente mostra ti fa sentire sopraffatto dal colore e dall’energia che le sue grandi tele subito trasmettono. Raccontare la sua pittura permette di entrare in contatto con sé stessi, ti pone davanti alle tue emozioni, fa sentire, fa ascoltare, guardare le sue tele è un processo sinestetico, multisensoriale. Sentire un ritmo, avvertire un cambiamento di suono, di strumento, diventa possibile restando ad osservare le sue opere. Non c’è spazio e tempo, non c’è prospettiva, linea o disegno, ma direttamente materia, colore e gesto si fondono per un racconto emozionale ed emotivo, personale, che non ci permette di catturare un messaggio universale, quanto piuttosto una sequenza di emozioni e percezioni. Il grande potere della pittura astratta è proprio quello di essereosservare silvio 4 libera dal dovere rappresentare, non serve a comunicare un messaggio, non c’è sempre qualcosa da capire; questo diventa anche lo spazio da colmare con chi le sta difronte e si chiede comunque quale sia il suo significato. E’ davvero più forte di ogni possibile spiegazione; la maggiore parte del pubblico, invece, vuole capire, dare un significato, un perché a qualunque espressione, altrimenti questa sembra non essere degna di valore. “La pittura astratta rende visibile l’invisibile”, sosteneva Kandinskij, l’artista dalla quale Silvio di Giovanni ha tratto in parte ispirazione per alcune delle  sue creazioni. Tematizzare la pittura stessa significa interrogare lo status di un'immagine, di una qualsiasi immagine. Dunque : che cos'è un'immagine? Come ci insegna Magritte, un'immagine di una pipa non è la pipa stessa, ma soltanto una riproduzione bidimensionale di un oggetto tridimensionale che chiamiamo "pipa". Ogni immagine è un'illusione, ogni rappresentazione è una mera apparenza, che ci invita a raccontare delle storie, a sognare e a viaggiare con la nostra immaginazione. L’astrazione è come un volo, libero dai vincoli della soggettività concreta.

Serena Gervasio

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