Incontrare Catena Fiorello è come imbattersi in un uragano di simpatia. L’abbiamo vista all’opera a Potenza, nella sede del Circolo culturale Gocce d’autore e Libreria Mondadori, dialogare con il pubblico che divertito l’ha ascoltata e seguita nel racconto del suo libro sulla storia d’amore tra due settantenni.
Qualche perplessità sulla “liceità” di tale relazione l’ha pure prodotta, ma il savoir faire della scrittrice siciliana ha sciolto ogni dubbio e resistenza. Dopo l’incontro potentino sulla sua ultima pubblicazione, L’amore a due passi edito da Giunti, (di cui si è occupata Virginia Cortese nel numero 40 della rivista www.goccedautore.it) abbiamo avuto il desiderio di domandarle ancora cosa sia l’amore maturo, se oggi abbia ancora senso parlare di amore come dono, e poi ancora di sogni, di illusioni, di famiglia. E lei ci ha accolti con il suo candido calore.
Quali implicazioni e quali condizionamenti comporta l’amore maturo?
Le implicazioni che comporta l’amore maturo sono quelle di avere il coraggio di dimenticare il passato. I condizionamenti, qualora e ove vi fossero, sono quelli derivati da terze persone. Sono spesso i figli che condizionano i legami tra persone già adulte e qualche volta accade con amici e conoscenti.
Ha senso oggi parlare di amore come dono?
L’amore rimane un dono in qualunque epoca e in qualunque momento storico, perché è l’unico bene inalienabile dell’uomo. Senza l’amore gli esseri umani non possono esistere, non possono vivere. Che sia l’amore per il compagno, per il fidanzato, per il marito o per il proprio animale, l’amore rimane un dono per ogni essere umano. Senza amore siamo esseri in cerca di qualcosa. Non ha senso nulla.
Cos’è il sogno e cosa l’illusione?
Il sogno è un desiderio fortissimo che non abbassa mai la sua potenza. E’ qualcosa che aspettiamo sempre di realizzare. L’illusione è invece la forma malata del sogno, quando la realtà ce lo fa vedere nella sua misera essenza diventa illusione. Abbiamo creduto in qualcosa di sbagliato.
Da dove nasce l’idea di raccontare questa storia?
L’idea di raccontare questa storia nasce dal fatto che spesso e volentieri vedo nelle librerie romanzi che parlano di amori tra ventenni, trentenni al massimo, e mai tra persone che hanno superato i cinquanta o i sessant’anni. Perché non può esserci una storia interessante anche tra sessantenni e settantenni? E’ una scelta molto limitante. E allora ho voluto raccontare di un amore che se ne frega dell’età e parla della sua essenza, ovvero l’essenza dell’amore che non guarda certamente in faccia al tempo che passa.
Quanto c’è di vero nelle storie che racconta?
Cade sempre qualcosa di me nelle storie che racconto. Un po’ per esperienza di storie di cui ho sentito raccontare o un po’ perché mi hanno interessata come protagonista. Non è il caso di Orlando e Marilena, i protagonisti de “L’amore a due passi”, ma mi ci ritrovo nelle loro paure, nelle loro ansie, nelle riflessioni che compiono. Comunque anche in questi due settantenni c’è qualcosa di me.
A quale modello di famiglia si ispira?
Non mi ispiro a nessun modello di famiglia perché ogni nucleo è un mondo a se stante e tutte le famiglie hanno qualcosa di interessante da raccontare. Tutte rappresentano in piccolo la totalità degli esseri umani.
Uno speciale augurio per i lettori di www.goccedautore.it?
Ai lettori di goccedautore.it auguro di continuare ad avere la curiosità e la voglia di ascoltare, di leggere e di osservare. O che si tratti di musica, di libri o di opere d’arte, l’importante è che abbiano sempre la curiosità di conoscere e di sapere cose nuove. Perché soltanto in questa maniera diamo senso alla vita.

Grazie Catena!
Eva Bonitatibus