Libri che parlano di scrittura

Leggere 1

“Scrivere un libro è come parlare a tavola” (Henry de Montherlant)

Come in un gioco, prendo in prestito il titolo suggerito dal nostro Rocco Infantino “La scrittura è silenzio interiore” di Duccio Demetrio per tracciare una mappa dei consigli di lettura di questo numero della rivista.

Un’indicazione che mi fornisce la bussola sul senso della scrittura e dello scrivere e che mi porta a scoprire saggi davvero interessanti. Oltre al già citato Demetrio, mi sono imbattuta nella lezione del grande Philip Roth, del giornalista Rai Giuseppe Pontiggia, dell’intramontabile e mai antidiluviana Virginia Wolf. A voi la scelta su cosa leggere prima. Noi intanto proseguiamo per questi mari…

Buona lettura!

I sensi del silenzio. Quando la scrittura si fa dimora

I sensi del silenzio

Duccio Demetrio

Editore: Mimesis

"Il silenzio abita la scrittura, la favorisce e ne ha bisogno. E' un'alleanza antica intramontabile. Raccontiamo meglio il mondo, le cose, noi stessi grazie a parole che svincolatesi dal silenzio sanno ritornarvi. La scrittura ci educa ad apprezzarne di più il valore. Nel fragore della vita, ci aiuta a coltivare e a difendere stati d'animo ignoti che soltanto nel silenzio possono emergere. Ignoti a chiunque non scriva e non ami il silenzio. Un Taccuino che, al contempo, ci invita a cercare luoghi e momenti di silenzio per scrivere di noi, della natura, degli altri. Per incontrarlo, per ricordare quegli istanti. Per riscoprire il piacere di scrivere."

Perché scrivere? Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013

Perscrivere

Philip Roth

Traduttore: N. Gobetti

Editore: Einaudi

Roth sceglie conversazioni, appunti di lettura, ricordi, lettere che dialogano incessantemente con la sua narrativa – e ne accolgono qui e là l'incursione. Tra sassolini nella scarpa e chiacchiere con amici d'eccezione, riflessioni lucide e discorsi appassionati, in queste pagine ritorna il Philip Roth di sempre. E come sempre unico.

La prima parte di Perché scrivere?, con saggi da Leggere me stesso e altri, si apre con lo scenario immaginato di «Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» e prosegue con discorsi e interviste sul suo lavoro. Queste pagine spaziano, per genere e temi, da un ipotetico Kafka insegnante del giovane Roth alle riflessioni sulla comunità ebraica, dai bilanci letterari con Joyce Carol Oates alle conversazioni – e relative smentite – sulla natura autobiografica di Portnoy o Zuckerman. La seconda sezione propone una nuova versione di Chiacchiere di bottega, una serie di dialoghi con interlocutori come Appelfeld, Levi e Kundera, e di saggi su Malamud e Bellow. Roth si rivela qui un intervistatore appassionato, attento lettore dell'opera dei suoi colleghi e amici. La terza parte, Spiegazioni, comprende brani inediti di un Roth approdato alla saggezza lucida e ironica della maturità: come Errata corrige, una lettera aperta a Wikipedia in cui segnala gli errori commessi dall'enciclopedia online nelle pagine che lo riguardano e Sugo o salsa, che svela la verità – o una delle sue declinazioni – su alcuni suoi famosi incipit. A completare il volume, due interviste rilasciate dopo aver abbandonato la scrittura: guardando commosso al passato, Roth ricorda con emozione i successi di una carriera letteraria che di fatto coincide con la sua vita.

Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere

 

Dentro la sera

Giuseppe Pontiggia

Editore: Belleville

Il libro presenta, per la prima volta a stampa, il CD audio e la trascrizione del ciclo di venticinque conversazioni che Pontiggia tenne, su invito di Aldo Grasso, per il programma «Dentro la sera» di RAI-Radio Due, tra maggio e giugno 1994. Nei suoi indimenticabili toni pieni di misura e di passione, Pontiggia adotta un taglio «che non sia normativo e che eviti di imporre modelli». In questo modo cerca di indirizzare all’«avventura» dello scrivere, con un metodo d’insegnamento che non si illude di risolvere i problemi, ma li individua nella complessità dei loro significati e valori, sottoponendoli all’attenzione: «Io non incoraggio mai a scrivere, cerco di avvicinare ai problemi di chi scrive e a prenderne distacco». Un metodo molto apprezzato, sperimentato in un grande numero di lezioni che l’autore tenne per anni in Italia e all’estero.

La scrittura e il mondo. Teorie letterarie del Novecento

La scrittura e il mondo

Editore: Carocci

Quali bisogni o desideri esprime la letteratura? Esistono criteri per stabilire il valore di un testo? Il suo significato muta a seconda del lettore? Il libro risponde a tali domande, ripercorrendo - in modo chiaro ma anche problematico - le idee, le parole-chiave, le forme discorsive che hanno segnato la teoria della letteratura dal primo Novecento a oggi. Sono i nodi concettuali con cui si sono confrontati Croce e Spitzer, Auerbach e Bachtin, Lukács e Adorno, Genette e Barthes, Girard e Orlando, Gramsci e Said. Comprendere come funzioni e a cosa serva la letteratura significa domandarsi che tipo di relazione intercorra tra le parole e le cose e se, rappresentando il mondo, possiamo dare alla scrittura un senso condiviso.

Consigli a un aspirante scrittore

 

Consigli a un aspirante scrittore

Virginia Woolf

Traduttore: B. Tarozzi G. Vintaloro

Curatore: R. Bertinetti

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Una scrittrice straordinariamente prolifica, uno dei circoli letterari più esclusivi del Novecento, un diario che annota fedelmente opinioni, sensazioni, pensieri sui propri libri e su quelli degli altri, sugli autori classici e sugli amici più cari. Da questa miscela, che non ha avuto uguali nella storia letteraria, sgorga un flusso inarrestabile di domande e risposte, preziose e sorprendenti. Virginia Woolf si muove, con il suo stile inimitabile, tra conferenze, saggi e illuminanti pagine di diario, spiegando con limpida chiarezza un classico, stroncando James Joyce e forse Ernest Hemingway, riflettendo sulle strategie migliori per costruire un personaggio o per descrivere un paesaggio. Divise in tre sezioni - Leggere, Scrivere, Pubblicare - queste pagine ci consentono di entrare nell'officina di una narratrice prodigiosa e, al contempo, ci restituiscono il ritratto di una donna innanzitutto libera.

 

Eva Bonitatibus

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